Lamine Yamal si appresta a partecipare al suo primo Mondiale. Per la maggior parte dei giocatori, essere convocati a soli 18 anni sarebbe già un successo, ma l’esterno spagnolo è destinato a diventare un leader e un giocatore chiave per la Roja Furiosa.
Ecco le 4 principali sfide che il giovane giocatore dovrà affrontare durante il torneo.

Sfida n. 1: tornare in forma dopo l’infortunio
Il 22 aprile, l’esterno del Barça si è infortunato durante la partita contro il Celta Vigo. Da allora è in cura e probabilmente partirà per il torneo con l’infortunio. Durante la lotteria dei rigori, il giocatore si è infortunato alla parte posteriore della coscia, un infortunio che di solito richiede due mesi di recupero.
Il Barcellona aveva già avuto un conflitto con la federazione riguardo alle condizioni di salute di Lamine in autunno, quando il giocatore era sceso in campo con un infortunio. All’epoca, Yamal era in cura per pubalgia. Il club e la nazionale sono ora in stretto contatto e sono giunti alla conclusione comune che Lamine Yamal salterà l’inizio del torneo.
Fortunatamente per de la Fuente, l’avversario al primo turno è Capo Verde, una squadra che difficilmente crea problemi anche senza Yamal. Secondo The Athletic, la partecipazione del giovane giocatore è in dubbio anche per la partita del secondo turno del 21 giugno contro l’Arabia Saudita. Probabilmente scenderà in campo dal primo minuto contro l’Uruguay il 27 giugno.
Fortunatamente per il giocatore, il torneo di quest’anno sarà molto lungo, dato che i playoff inizieranno dagli ottavi di finale. Quindi l’obiettivo principale per la Spagna è qualificarsi, e per Lamine è essere in forma per le partite decisive.
Sfida n. 2 – Adattarsi, è una squadra diversa rispetto agli Europei
La nazionale spagnola ha ancora molti compagni di squadra di Lamine, ma diversi ruoli chiave per lui cambieranno. Nel vittorioso Campionato Europeo, ha interagito alla perfezione con Dani Carvajal sulla fascia destra. Nonostante la grande differenza di età e le preferenze di club, l’intesa tra loro era di altissimo livello. Sebbene ci sia stato un conflitto tra i giocatori nel Clasico autunnale, Dani stesso desiderava molto partecipare al Mondiale, ma non ci sarà. Quindi Lamine dovrà abituarsi a giocare senza Carvajal, perché su 25 partite con la nazionale, ne ha giocate 14 con Dani. Molto probabilmente, dovrà condividere la fascia con Pedro Porro o Marcos Llorente.
Un’altra potenziale perdita di un partner chiave è Nico Williams. Sebbene si dica che il basco potrebbe recuperare in tempo per i Mondiali, la forma dell’esterno sinistro in questa stagione è ben lontana da quella mostrata nell’estate del 2024. Pertanto, Lamine dovrà probabilmente giocare senza il suo amato compagno di squadra. Nico ha giocato l’ultima partita con la nazionale a settembre dello scorso anno, quindi è probabile che Alex Baena scenda in campo sulla fascia sinistra.
Non dovrebbero esserci problemi per il resto, perché anche dopo l’assenza di Fermin, Pedri, Dani Olmo e Ferran Torres saranno sicuramente convocati in nazionale.
Sfida n. 3: gestire la pressione
Nella storia dei Mondiali ci sono stati esempi di giovani stelle che si sono presentate al torneo da leader. Maradona nel 1982 fu duramente colpito alle gambe nelle partite contro Italia e Brasile. Ronaldo disputò un torneo brillante nel 1998: segnò 4 gol senza saltare un solo minuto ai Mondiali in Francia. Prima della finale, però, il giovane calciatore ebbe una crisi epilettica, scese in campo sotto l’effetto di sedativi e non riuscì a disputare la partita. L’ipotesi più probabile è un esaurimento nervoso dovuto all’enorme pressione.
Leo Messi era solo una giovane promessa nel 2006, ma nel 2010 era già considerato un leader assoluto e aveva il Pallone d’Oro tra le mani. Disputò bene il torneo in Sudafrica (4 assist, ma 0 gol), ma ci si aspettava molto di più da Leo. “Ho visto Messi piangere nello spogliatoio dopo la sconfitta. Chi ora cerca di accusare Leo di non essere orgoglioso della maglia della nazionale argentina è un pazzo”, disse di lui l’allora allenatore Diego Maradona. Per Cristiano, il Mondiale rimane un luogo maledetto: 0 gol e 0 assist nei playoff.
La situazione di Yamal è unica, poiché dai suoi predecessori ci si aspettava che compissero miracoli quando erano molto più grandi: Diego Maradona aveva 21 anni ai Mondiali del 1982, il brasiliano Ronaldo ne aveva 21 ai Mondiali del 1998, Lionel Messi ne aveva 22 ai Mondiali del 2010 e Cristiano Ronaldo ne aveva 21 ai Mondiali del 2006.
Persino Pelé aveva 21 anni ai Mondiali del 1962, quando era considerato un dio del calcio dopo la sua impressionante prestazione ai Mondiali del 1958, ma saltò tutte le partite chiave a causa di un infortunio.
Yamal, a 18 anni, ha già lo status di superstar, con un enorme peso sulle spalle.
Sfida n. 4: Essere un leader della generazione Alpha
Che ci piaccia o no, il mondo si sta muovendo verso i contenuti veloci: reel e meme sono la nuova cultura della comunicazione. Se nell’estate del 1998 un ragazzino in vacanza a casa della nonna poteva scegliere tra guardare i disegni sul tappeto o la partita Italia-Cile, oggi nonna e nipote possono passare ore a “incollarsi” a contenuti su diverse piattaforme che non si incontreranno mai.
Mentre questa battaglia per l’attenzione nel calcio è ancora dominata da Messi e Ronaldo, i tempi stanno cambiando rapidamente. I figli di entrambi i geni sono affascinati da Yamal, e i momenti salienti del giocatore invadono i social network. Yamal è ormai la risorsa principale della FIFA per gli anni a venire, perché per competere con Netflix e TikTok, bisogna offrire contenuti rilevanti.
Lamine Yamal stesso è un prodotto di questo fenomeno e la naturale continuazione della cultura di TikTok sul campo da calcio. I suoi balli con Nico Williams vengono riproposti con la stessa frequenza delle sue giocate in partita. Oggi è Yamal uno dei principali artefici dell’avvicinamento dei giovani al calcio. Si può parlare quanto si vuole di quanto tempo si aspetta che l’Arsenal vinca il campionato, ma è Yamal che fa sì che i giovani di oggi si aspettino ancora emozioni dal calcio tra 20 anni.
Se la generazione Alpha, nata dopo il 2010, riuscirà ad appassionarsi a questo sport, sarà proprio grazie a influencer come Lamine.